VOLTERRA – Martedì 7 aprile 2026 si è svolto lo sciopero indetto dalle Organizzazioni Sindacali di Cassa di risparmio di Volterra. L’istituto occupa 410 lavoratori nelle 62 filiali e 2 sedi operative in Toscana.
Altissima adesione e filiali quasi tutte chiuse le lavoratrici e i lavoratori hanno incrociato le braccia per sostenere la trattativa sul rinnovo del Contratto integrativo aziendale. La mobilitazione arriva dopo mesi di confronto avviato a dicembre e poi bloccato, senza sviluppi neppure al successivo tavolo in Abi. Al centro della protesta c’è la difesa del contratto aziendale come strumento di tutela, partecipazione e governo del cambiamento.
Al presidio in Piazza dei Priori a Volterra, in provincia di Pisa, davanti alla sede centrale, insieme ai lavoratori, Rsa e Segreteria regionale, erano presenti anche Claudio Stroppa, responsabile C.A.First, Fabio Brunamonti, coordinatore nazionale First Cisl, Marco Chirici, Segretario responsabile First Cisl CR Volterra, e Marco Lenzini, Segretario generale First Cisl Toscana.
A ribadire il sostegno alla vertenza è Fabio Brunamonti, coordinatore First Cisl nazionale: “Sosteniamo le legittime rivendicazioni delle lavoratrici e lavoratori, che hanno diritto a richiedere un giusto rinnovo del contratto aziendale, soprattutto dopo anni di sacrifici per il risanamento della banca“.
Su questo quadro si inserisce l’intervento di Marco Chirici, Segretario responsabile First Cisl CR Volterra, che sottolinea il significato più profondo dello sciopero: “Non è una semplice rivendicazione salariale”, ma “la difesa di un patrimonio di diritti e di relazioni industriali costruito in oltre quarant’anni”. Chirici denuncia un cambiamento vissuto “sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori”, fatto di “pressioni crescenti e modelli organizzativi ridisegnati senza essere discussi”, con un clima che avrebbe portato anche diversi colleghi a lasciare l’istituto. “Non è una coincidenza, è un segnale che non si può ignorare“. In questo contesto, aggiunge, il contratto integrativo è “lo strumento con cui potrebbe essere governato il cambiamento con la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori“. E rilancia il ruolo centrale delle persone: “Siamo noi che ogni mattina apriamo gli sportelli e costruiamo la fiducia con i clienti“. Da qui anche il richiamo alla comunità: “Il benessere di chi lavora allo sportello si riflette direttamente sulla qualità del servizio“.
A raccogliere e rilanciare il messaggio è Marco Lenzini, Segretario generale First Cisl Toscana, che legge nell’adesione altissima allo sciopero un segnale inequivocabile: “Le filiali oggi sono quasi tutte chiuse“, segno che “il contratto integrativo sta molto a cuore alle lavoratrici e ai lavoratori“. Per Lenzini la banca deve “capire e cambiare atteggiamento”, evitando “uno svuotamento di contenuti dell’attuale contratto“. E conclude con un richiamo alla storia dell’istituto: “Non si può gettare alle ortiche una storia di oltre quarant’anni di relazioni sindacali positive“, soprattutto per una banca del territorio che dovrebbe mantenere attenzione verso chi ogni giorno la rende operativa.

