Le Rappresentanze Sindacali Aziendali della Cassa di Risparmio di Volterra S.p.A. comunicano l’esito dello sciopero del 7 aprile, che ha registrato una partecipazione straordinaria da parte dei lavoratori.
I dati parlano chiaro: hanno aderito 273 dipendenti su 345 in servizio, pari al 79% del personale effettivamente operativo. Sul territorio, 52 filiali e agenzie su 62 sono rimaste chiuse, corrispondenti all’84% degli sportelli complessivi. Si tratta di numeri che, sottolineano le sigle sindacali, rappresentano “un consenso ampio e inequivocabile” alle rivendicazioni avanzate a tutela dei lavoratori. “Quasi otto lavoratori su dieci hanno scelto di scioperare: un segnale che la direzione aziendale non può ignorare”, si legge nella nota congiunta di FABI, FIRST CISL, FISAC CGIL e UILCA.
“Il risultato dello sciopero parla da solo; il personale ha espresso molto chiaramente la propria incontrovertibile posizione e il proprio pieno appoggio al sindacato, alle rivendicazioni della piattaforma contrattuale a suo tempo votata, nonché alla tutela dei presidi garantiti dal CIA scaduto, che dovranno rappresentare necessariamente base di confronto, l’azienda a questo punto non può non tener conto di questi numeri così importanti”, afferma Marco Chirici, segretario responsabile della FIRST CISL Cassa di Risparmio di Volterra. “Attendiamo pertanto una convocazione da parte della Direzione con cui i sindacati hanno richiesto di parlare prima dello sciopero ma che non ci ha ricevuto. Spero la Direzione tenga conto di come si sono espressi i lavoratori ed auspichiamo un radicale cambio di rotta della controparte nella condizione delle relazioni industriali, in mancanza non potremo che andare avanti con le nostre iniziative di protesta”.
“La nostra mobilitazione non si ferma e continua con una nuova giornata di sciopero già programmata per il 24 aprile. Le RSA dichiarano di essere “forti del mandato ricevuto dai lavoratori” e auspicano la ripresa di “un confronto serio e risolutivo” sul rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale (CIA).
Il messaggio che arriva dalla giornata del 7 aprile è netto: i lavoratori hanno fatto sentire la propria voce e attendono ora risposte concrete.

