PISA 3 AGOSTO 2026 – C’è grande soddisfazione dopo l’approvazione della nuova legge sull’agricoltura da parte di Massimiliano Gori segretario generale FAI CISL Toscana che ha proposto una serie di emendamenti all’assessore Marras, per riportare il lavoro agricolo al centro della proposta regionale del “pacchetto agricoltura”.
Risultato importante. “Un risultato importante visto che la nuova proposta di legge regionale sull’agricoltura recepisce diverse sollecitazioni avanzate dalla FAI CISL Toscana, segnando un passo avanti importante nel riconoscimento del lavoro agricolo di qualità come asse centrale delle politiche agricole regionali. Il testo è migliorato, anche grazie al confronto sindacale. Ora però occorre completare il percorso, rendendo le norme pienamente esigibili, finanziate, monitorabili e capaci di distinguere con chiarezza le imprese sane da chi continua a competere sulla compressione dei diritti.
Agricoltura in crescita anche a Pisa. “L’agricoltura pisana sta facendo dei notevoli passi avanti anche grazie a “Terre di Pisa”, riteniamo che la flessione avuta nel 2025 possa essere ampiamente superata con la promozione e la valorizzazione del territorio e una legge come questa tende proprio a garantire la qualità dei prodotti a 360°, compresa la tutela dei lavoratori”.
Diversi i cambiamenti rispetto alla prima stesura che abbiamo suggerito alla Regione. “In primis il tema del lavoro non è più collocato in fondo al testo, ma viene anticipato nel Titolo II, dedicato espressamente alle “Norme per il lavoro agricolo di qualità ed il contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura”. Una modifica non solo formale, ma politica: la qualità dell’agricoltura toscana viene finalmente collegata alla qualità del lavoro, alla legalità, alla trasparenza degli appalti e alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori”, afferma Gori
Le principali migliori introdotte. “Tra le principali migliorie introdotte vi sono il rafforzamento della Rete del lavoro agricolo di qualità, il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e degli Enti Bilaterali Agricoli Territoriali, la previsione degli elenchi telematici presso i Centri per l’impiego con supporto alla mediazione linguistica e culturale, e una maggiore attenzione alla presa in carico delle vittime o potenziali vittime di sfruttamento. Particolarmente significativo è l’inserimento delle linee di indirizzo sugli appalti agricoli, con una check list per favorire la corretta individuazione dei soggetti prestatori di servizi ed esecutori dei lavori agricoli. È un punto centrale per contrastare dumping, cooperative spurie, intermediazione illecita e utilizzo distorto del contoterzismo. Positiva anche l’introduzione degli indici di coerenza in agricoltura, utili a verificare la congruità tra produzioni aziendali e fabbisogno di manodopera”, continua Gori.
Criteri di premialità. “La FAI CISL Toscana valuta inoltre positivamente l’ampliamento dei criteri di premialità, che ora tengono conto dell’iscrizione alla Rete del lavoro agricolo di qualità, dell’adesione alla bilateralità, dell’assunzione tramite gli elenchi dei Centri per l’impiego e della partecipazione agli interventi promossi dalla Cabina di regia contro il caporalato. Resta tuttavia necessario un ulteriore salto di qualità: la premialità deve diventare vera condizionalità sociale. Per noi nessuna impresa che non rispetti contratti, sicurezza, regolarità contributiva, legalità degli appalti e dignità del lavoro dovrebbe poter accedere a risorse pubbliche regionali”, conclude Gori.

