Felsa e Femca CISL: “Takeda, vertenza chiusa”

Nell’accordo, firmato da Felsa-Cisl e Femca-Cisl, previste la riduzione del numero dei lavoratori in somministrazione che dovranno uscire, concordata una sostanziosa buonuscita, previste stabilizzazioni. “Un risultato non da poco, frutto della contrattazione.”

PISA, 14 OTTOBRE 2026 – “La vertenza in Takeda è terminata. Con l’ultima giornata di firme sulle conciliazioni, il giovedì 8 ottobre, si è chiusa una pagina dolorosa del sito produttivo di Takeda a Pisa”.

Felsa-Cisl e Femca-Cisl, pur nella difficoltà del contesto, sono arrivate alla firma di un accordo quadro che ha permesso quantomeno di calmierare l’impatto sociale, a fronte dell’annuncio della fuoriuscita di lavoratrici e lavoratori in somministrazione.

“L’accordo ha portato ad una riduzione dei recessi dei contratti di somministrazione a 48 unità, rispetto alle 67 comunicate alla stampa (alcune uscite al 30/09, altre che dovranno uscire entro il 31 marzo 2028), ha previsto la stabilizzazione a tempo indeterminato alle dirette dipendenze di Takeda di 9 persone (che nei fatti sono state poi 10) e ha previsto per le altre, previa adesione all’accordo, un importo economico corposo, oltre alla indennità di disponibilità che erogherà Adecco per 7 mesi pari a 1150 euro al mese. Un risultato non da poco e non obbligato, frutto della contrattazione e del riconoscimento che Takeda ha rivolto a questi lavoratori decidendo così di supportarli nella fase di ricerca di un nuovo lavoro. E’ stata inoltre concordata una prelazione per la platea impattata dall’accordo in caso dovessero cambiare le esigenze aziendali. La straordinarietà di questo accordo sta proprio nelle assunzioni e nel riconoscimento economico al personale in somministrazione; è stato possibile raggiungerlo partendo dalle opportunità inserite nel nuovo CCNL della somministrazione, che ha permesso un confronto franco e diretto tra tutti i soggetti interessati, con il coinvolgimento del sindacato che rappresenta i lavoratori in somministrazione, la Felsa Cisl. La riprova della bontà dell’accordo stesso è l’adesione totale del personale in somministrazione, non senza qualche intoppo legato ad attività di disinformazione di Cgil che in certi momenti ha creato deliberatamente il panico. Dispiace che Cgil non abbia voluto firmare questo accordo e che gli interessi di organizzazione abbiano prevalso su quelli di lavoratrici e lavoratori. Nonostante le denunce lanciate da Cgil alla stampa, qualcosa di buono però deve averlo avuto anche per loro questo accordo, dato che si sono offerti di conciliare, come poi hanno fatto, alcuni lavoratori. Vogliamo pertanto ringraziare anche Cgil del supporto dato nel chiudere tutte le conciliazioni nel più breve tempo possibile, anche se non proprio coerente con la posizione tenuta rifiutando di firmare l’accordo. L’accordo non esaurisce però il nostro impegno, che andrà avanti per supportare le persone nella fase di ricerca di nuove occasioni di lavoro”, conclude la nota.