Massiccia partecipazione alla nuova giornata di sciopero nazionale delle farmacie a Roma. Bumma (Cisl): “C’è bisogno di più tutela sui lavoratori altrimenti questo mestiere rischia di scomparire”

PISA ,15 APRLE 2026 – Massiccia partecipazione alla nuova giornata di sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori delle farmacie private lunedì 13 aprile, proclamata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs per sostenere il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto il 31 agosto 2024. L’adesione allo sciopero si è attestata al 70% su base nazionale, con punte del 100% in alcune località, a conferma di una mobilitazione ampia e diffusa in tutto il Paese, con presìdi a Udine, Torino e Palermo. Un dato rilevante in un settore molto polverizzato e soggetto alle norme sui servizi pubblici essenziali. Particolarmente partecipata la manifestazione nazionale di Roma, dove sono confluite migliaia di farmaciste, farmacisti e collaboratori provenienti da tutta Italia, in corteo da Piazza Vittorio Emanuele II fino a Piazza San Giovanni in Laterano, nei pressi della sede nazionale di Federfarma.

Una mobilitazione ampia e determinata che ha riportato al centro del confronto il valore del lavoro nelle farmacie private e la necessità non più rinviabile di dare risposte concrete a oltre 76mila addetti del settore. Alla manifestazione di Roma si sono affiancate iniziative e presìdi in numerose città italiane, a conferma di una partecipazione diffusa e di una crescente richiesta di dignità salariale, valorizzazione professionale e migliori condizioni normative. Le lavoratrici e i lavoratori hanno rivendicato incrementi salariali coerenti con la perdita di potere d’acquisto determinata dall’inflazione maturata durante la vigenza del contratto e con le prospettive economiche del nuovo rinnovo, ma anche il pieno riconoscimento delle competenze e delle responsabilità crescenti richieste dalla trasformazione del settore.

La mobilitazione ha inoltre rilanciato la necessità di introdurre nuove tutele per restituire attrattività a una professione sempre più esposta al rischio di impoverimento salariale e di fuga di professionalità, in un contesto in cui il presidio di prossimità garantito dalle farmacie private rappresenta un servizio essenziale per la salute dei cittadini. Per le organizzazioni sindacali, accanto al necessario adeguamento salariale, restano prioritari il miglioramento del sistema di classificazione professionale, la piena accessibilità ai livelli superiori, la riduzione dei tempi di progressione economica e professionale, il riconoscimento delle nuove funzioni connesse alla farmacia dei servizi e la garanzia che la formazione non continui a gravare su lavoratrici e lavoratori. Con lo sciopero e la grande manifestazione di oggi, le lavoratrici e i lavoratori delle farmacie private hanno lanciato un messaggio chiaro a Federfarma: il rinnovo del contratto nazionale non è più rinviabile, serve una svolta vera che restituisca dignità salariale, riconoscimento professionale e prospettive al settore.

Alla manifestazione era presente a Roma la CISL di Pisa con la sua Segretaria Generale Giorgia Bumma: “L’adesione allo sciopero è stata altissima, le intimidazioni da parte della parte datoriale sul non aderire allo sciopero non hanno avuto riscontro – afferma Giorgia Bumma I farmacisti e le farmaciste hanno aderito in maniera massiccia. Ricordiamo che il loro ruolo è molto importante per la nostra società visto che le farmacie sono il primo presidio territoriale – continua Bumma. Il lavoro del farmacista è un ruolo importante fatto da persone formate che hanno il diritto di avere un rinnovo contrattuale ed esser tutelate a livello economico e normativo. Purtroppo negli ultimi anni c’è stato un grosso calo di iscrizioni alla facoltà di farmacia, perché questo lavoro per i giovani non è più attrattivo. Le parti datoriali devono capire questo aspetto tutelando questa professione che rischia seriamente di scomparire”, conclude la segretaria generale CISL Pisa.