Biancoforno, FAI CISL: “Nessun mandato tradito. I lavoratori giudichino i risultati. Non le polemiche”

La replica alla FLAI CGIL: problemi rimasti aperti per anni, un’intesa concreta sottoposta al voto e una contraddizione evidente sulle assemblee.

PISA – La FAI CISL ha fatto ciò che un sindacato deve fare: dialogare applicando la democrazia lavorativa, contrattare, ottenere un primo risultato e rimetterlo al giudizio dei lavoratori. È singolare che la FLAI dichiari di non conoscere il testo dell’intesa e, nello stesso momento, ne decreti la “totale inefficacia”.»

La FAI CISL respinge con fermezza le dichiarazioni diffuse dalla FLAI CGIL sulla vertenza Biancoforno. Il confronto tra organizzazioni può essere anche duro, ma deve poggiare sui fatti, sui contenuti negoziali e sul rispetto reciproco. Le vertenze sindacali, che non devono essere trasformate in politiche, almeno per la CISL, non si fondano su allusioni ma sui risultati. Quello che ci preme è chiarire che questa federazione non ha mai usato parole di accusa verso altre sigle sindacali o persone, né a mezzo stampa, né sui social né tantomeno ha mai fomentato la separazione tra i lavoratori. Questa situazione di odio, non creata da noi, si sta trasformando in qualcosa di estremamente pericoloso e di carattere politico. Comunque ognuno si prenderà le sue responsabilità in merito.

Prima di dare lezioni, guardiamo a ciò che è rimasto irrisolto
Siamo arrivati in Biancoforno due anni fa. In tanti anni sono rimaste aperte le questioni che oggi vengono indicate come decisive: programmazione dell’orario, gestione dei turni, tempo tuta, buoni pasto e contrattazione aziendale di secondo livello. È quindi legittimo chiedere: se questi problemi erano così urgenti, perché sono arrivati irrisolti fino al 2024? Negli ultimi due anni la FAI ha scelto di riaprire il negoziato e provare a trasformare rivendicazioni ferme da anni in risultati contrattuali. Ribadiamo che l’unità sindacale non può diventare il diritto di veto permanente di una sigla sulle altre, altrimenti viene meno la democrazia di azione. Soprattutto, l’ipotesi raggiunta non viene imposta a nessuno: la sua validità è subordinata al voto favorevole dei lavoratori. Se saranno loro a decidere, parlare di democrazia sindacale violata appare quantomeno contraddittorio.


La FLAI non conosce l’accordo, ma lo ha già bocciato
Nella nota alla stampa la FLAI afferma di non conoscere il testo dell’intesa e, nello stesso passaggio, la definisce “totalmente inefficace”. Prima di bocciare un accordo bisognerebbe leggerlo. La FAI non ha mai sostenuto che questo accordo risolva ogni criticità: è un primo passo, non il punto di arrivo.


Altro che contrattazione “solo economica”
Tempo tuta, straordinario, assenze protette, pause, regole di applicazione e verifiche semestrali sono materie normative e organizzative, non soltanto economiche. Restano ulteriori nodi da affrontare, a partire dalla programmazione degli orari e dalla gestione dei turni, ma sostenere che la FAI abbia messo da parte i diritti per occuparsi soltanto di denaro significa descrivere in modo incompleto il contenuto della trattativa.

Assemblee: un’accusa che non regge di fronte ai fatti del 2026
La FLAI accusa la FAI di avere escluso propri iscritti e lavoratori non iscritti da momenti assembleari e informativi. La FAI CISL respinge questa ricostruzione. Per quanto risulta alla nostra organizzazione, nel 2026 la FLAI ha opzionato l’intero monte ore disponibile per le assemblee retribuite in azienda, riducendo di fatto gli spazi per iniziative assembleari autonome delle altre rappresentanze. Non contestiamo il diritto della FLAI a utilizzare gli strumenti sindacali disponibili; ma chi impegna l’intero monte ore annuale non può poi accusare gli altri di voler comprimere la partecipazione. La democrazia sindacale richiede pluralismo anche nell’accesso agli strumenti di rappresentanza. Quanto ai riferimenti a presunte intimazioni di allontanamento o all’intervento delle forze dell’ordine, se la FLAI intende attribuire tali comportamenti alla FAI indichi date, circostanze e soggetti responsabili. Non è corretto lasciare intendere responsabilità della FAI per decisioni o condotte eventualmente assunte da altri.

Sospensioni e licenziamenti: nessuna insinuazione sulla FAI
La FLAI accusa la FAI di “singolari e ricorrenti concomitanze” tra avanzamenti negoziali e provvedimenti disciplinari riguardanti propri iscritti. Ricordiamo che siamo stati proprio noi della FAI a far annullare il provvedimento disciplinare emesso dall’azienda verso la loro RSA, ma la memoria, come la democrazia, a volte è corta. Già nel 2024 FLAI e FAI avevano presentato una piattaforma comune sulle criticità organizzative e, pur giudicando insufficienti le prime proposte aziendali, avevano scelto di non interrompere il percorso negoziale. La FAI ha continuato su quella strada: trattare, verificare ogni apertura e provare a trasformarla in un accordo. Ciò che oggi viene descritto come uno “strappo” è, dal nostro punto di vista, l’assunzione di responsabilità di chi non vuole lasciare ancora per anni le rivendicazioni sulla carta.


Il confronto resta aperto, ma senza veti
La FAI CISL non considera conclusa la vertenza Biancoforno. Se la FLAI ritiene l’intesa insufficiente, presenti proposte migliorative concrete e le sottoponga al confronto. Siamo disponibili a discutere ogni soluzione che produca più diritti, più certezza organizzativa e migliori condizioni per tutti. Non accettiamo, invece, che l’assenza di una firma unitaria venga trasformata automaticamente in un’accusa di tradimento o in un processo alle intenzioni. Per anni molti problemi sono rimasti irrisolti; oggi esiste un’ipotesi concreta. Saranno i lavoratori a dire se rappresenta un passo avanti. «La dignità del lavoro non si difende con i veti tra sindacati. Si difende contrattando, ottenendo risultati e lasciando che siano le lavoratrici e i lavoratori a giudicarli.»

FAI CISL TOSCANA
Coordinamento territoriale Pisa – Livorno