PISA, 7 AGOSTO 2026 – La desertificazione bancaria continua ad avanzare anche in Toscana. Se la Regione si conferma tra le realtà italiane meno colpite dal fenomeno, la Provincia di Pisa, storicamente caratterizzata da una presenza capillare degli istituti di credito, registra segnali che destano crescente preoccupazione. La chiusura degli sportelli di Orciano Pisano e Monteverdi rischia infatti di compromettere l’accesso ai servizi bancari essenziali, con conseguenze dirette soprattutto per anziani, persone fragili, famiglie e tessuto produttivo locale.
A lanciare l’allarme è Marco Lenzini, segretario generale di First CISL Toscana, che evidenzia come le recenti chiusure in Provincia dii Pisa rappresentino un campanello d’allarme da non sottovalutare.
“Se la Toscana è tra le prime regioni, la seconda per esattezza, per grado di non desertificazione, Pisa a livello di provincia è sempre stata un’eccezione a livello nazionale con presenza di istituti di credito in ogni comune della provincia pisana. Come First Cisl sottolineavamo, con preoccupazione il dato che evidenziava ben 14 comuni (dato a fine 2025), fossero presidiati da un solo sportello bancario e che in caso di “ritirata” delle banche, ben 11 comuni erano presenziati da CR Volterra – afferma Lenzini. Ci saremmo trovati di fronte ad un forte grado di desertificazione, ovvero disagi concreti per la cittadinanza, con maggiore attenzione ai fragili e agli anziani, con ricadute dirette anche sull’operatività delle piccole e medie imprese e delle attività economiche del territorio. Purtroppo, da inizio anno al 30 giugno, due sportelli hanno chiuso le rispettive filiali di Orciano Pisano e Monteverdi Marittimo. Due Comuni senza più la banca di riferimento nel proprio territorio. Un bacino di 1.386 abitanti e 94 imprese attive che negli ultimi sei mesi hanno perso il proprio sportello bancario di riferimento – continua Lenzini. Non facciamo allarmismi, ma questo è un dato che fa realmente preoccupare. Siamo in un territorio in cui ci sono altri dodici comuni con una sola agenzia bancaria presente e le varie attività di risiko bancario, insieme alle scelte, a nostro avviso improprie, di chiudere gli sportelli in nome della contrazione dei costi e della massimizzazione dell’utile, potrebbero ripercuotersi ulteriormente sui cittadini della provincia di Pisa. Come First Cisl Toscana insisteremo sull’Osservatorio regionale contro la desertificazione bancaria, che vede tra gli attori la Regione Toscana e le parti sociali, affinché vengano messe in campo azioni concrete di contrasto, in una regione come la nostra dove è in gioco la tenuta delle aree interne. Le banche non possono abbandonare il loro ruolo sociale mirando soltanto ad una finanza predatoria. Le banche, soprattutto quelle territoriali, devono continuare a coltivare la cultura del territorio e il supporto alla cittadinanza. La Toscana e, in questo caso, la provincia di Pisa hanno bisogno di questo”, conclude il segretario generale First Cisl Toscana.

